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Motorbike Adventure Team è formato da un gruppo di amici che hanno in comune una grandissima passione per i viaggi, la moto e per l'avventura. Assieme a voi, abbiamo realizzato qualcosa che va oltre l'esperienza personale, per quanto gratificante, di conoscere luoghi e popoli in regioni remote e spesso inaccessibili: far arrivare a quelle popolazioni un aiuto tangibile, non fatto solo di oggetti inutili.

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maya
16 - 07 LOS ANGELES (Km0) PDF Stampa

Alessandro ha dormito su un divano nero in similpelle grande; io ho iniziato in uno simile ma piccolo ed ho terminato per terra perche' si stava meglio. Il problema e' che qui' come da noi, c'e' un gran caldo e soprattutto una grande umidita'. Comunque, caldo o non caldo, eravamo talmente stanchi dopo 28 ore di seguito in piedi che abbiamo dormito alla grande.
Quando anche Nery si sveglia partiamo per andare alla SST, la corrispondente americana del nostro spedizioniere; abbiamo subito un piccolo assaggio del famoso traffico delle metropoli americane, con "freeway"" a 3-4-5 corsie per senso di marcia che avanzano al piccolo passo. Facciamo colazione in una catena molto famosa qui, la IHOP, ed e', inutile dirlo, una colazione all'americana con uova, bacon, prosciutto, hashbrown ed un caffe' con creme varie che... lasciamo perdere va'...
Le ipotesi di sdoganamento delle moto andavano dai 2-3 gg. (in cui speravamo, tutto sommato!) ai 6-7 gg. di cui ci aveva parlato Nery dopo il suo colloquio telefonico con la sig.ra Kim Phan della SST. Vi potete quindi immaginare lo  stato d'animo con cui siamo arrivati a Cienega 45015, vicino al LAX, l'aereoporto internazionale. Intanto ci chiedono subito 120 $ per le pratiche; poi pero' si apre una possibilita': se ci arrangiamo di tutto noi i tempi si accorciano tantissimo e puo' essere che lunedi si riesca ad avere gia' le nostre moto. Detto, fatto. La seconda tappa e' alla dogana dove subito ci dicono che non si puo' fare nulla; insistiamo, aiutati da Nery ed in meno di due ore otteniamo una carta con cui recarci al magazzino dove sono stoccate le 2 moto: e' mezzogiorno. Non sto' qui a ricordare tutti i pensieri,le aspettative, le delusioni, le nuove speranze che passano per le nostre teste. Sta' di fatto che alle 16,00 abbiamo gia' rimontato i pezzi delle nostre fidate KTM e scattato decine di foto con tutti i camionisti attirati dal percorso stampato appiccicato sul cupolino. E' incredibile: in meno di 8 ore abbiamo fatto tutto e siamo liberi (e felici) di scorazzare per le strade di Los Angeles in pantaloncini corti e magliette Belstaff.
Ci fermiamo in un market  e prendiamo bibite ed altro; poi da PIZZA HUT ed EL POLLO LOCO per la cena che consumiamo in appartamento, guardando un film in inglese (!) in compagnia di Nery e della sorella Miriam (che ci invita per un pranzo di pesce per il giorno dopo).
Un altra lunga giornata si conclude verso le 23,00 con un'altra  bella dormita per terra.

 
17 - 07 LOS ANGELES (Km 0) PDF Stampa

Oggi sarà una giornata tranquilla, di riposo e relax prima della partenza di domani. Ci alziamo con calma e sistemiamo con cura le nostre cose nelle borse laterali delle moto e nel sacco posteriore. Nery esce e và a comprare tutto il necessario per una bella colazione "de Guatemala": impariamo cosi' cos'è il "pache", il "revellido", il "chuchito", il pan de Guatemala e altre prelibatezze. Decidiamo poi di andare alla spiaggia e così, dopo una buona mezz'ora di freeway (con relativo traffico) arriviamo a Santa Monica Beach. Attraversiamo il ponte che immette sul PIER (il pontile che rappresenta la fine della mitica Route 66, cantata da Jack Kerouack, la strada piu' famosa d'america che congiunge Chicago con Los Angeles) e ci troviamo immersi nella vera atmosfera californiana: spiaggia lunghissima e bianca, bay watch, belle ragazze bionde (ma anche "buregossi" da 120 kg), edonismo a go go ...
Restiamo due orette a prendere il sole perfettamente mimetizzati tra i bagnanti e poi ritorniamo verso Venice passando per San Vicente, elegante quartiere "In" che sta ormai soppiantando il più famoso Beverly Hills.
Alle 15.00 pranzo insieme alla famiglia di Nery (sorella Miriam, mamma Francisca, nipote Steve con la sua bella morosa Claudia) e trscorriamo tranquillamente il tempo gustando del buon pesce preparato da Miriam e chiaccherando del Guatemala e del nostro viaggio.
Nel tardo pomeriggio terminiamo di caricare le moto e le taniche; una bella doccia rinfrescante, un film con Nery (ah, ho dimenticato di dire che Nery e' un vero appassionato di elettronica, musica, film e che la sua casa e' "techologically correct", con decine di apparecchiature, home theatre compreso, ovviamente) e poi a nanna presto.

Domani alle 6.00 si parte, IUUUHHHUUU .....

 
18 - 07 LOS ANGELES - EL ROSARIO (BAJA CALIFORNIA) (Km 620) PDF Stampa
Come riportato nel nostro bel depliant oggi inizia ufficialmente El Mundo Maya 2010 Motoraid. Gia´prima delle 6 siamo in piedi (che sia l´impazienza ?) e iniziamo a preparare le ultime cose da mettere sulle moto. Nery si alza prestissimo anche Lui e ci prepara ancora una suntuosa colazione, questa volta con cacao guatemalteco (buonissimo, una vera leccornia) ed i muffin che gia´ avevamo assaggiato il giorno prima. Breve saluto con abbracci e baci con lui e sua sorella Miriam e poi via verso la Interstate n° 5 (a dire il vero sbagliamo l'ingresso e prendiamo per un po´la n° 10 ma alla fine ci arriviamo e la seguiamo fino alla frontiera di Tijuana). Le 6 o 7 corsie per senso di marcia con il poco traffico della domenica mattina ci portano rapidamente verso sud, attraversando tutta Los Angeles, passando di nuovo per Orange County da cui eravamo arrivati in aereo, costeggiando le famose spiagge ed il litorale fino a San Diego (almeno una decina le portaerei e gli incrociatori della U.S.Navy alla fonda).
Alla frontiera passiamo diretti, senza nessuno che ci "caghi" ed anche uscire da Tijuana e´ molto facile e veloce (quante paure per niente!!)...; poi prendiamo la strada per Ensenada dopo una breve sosta per riposare e fare benzina, e cosi´ riposano anche le moto.
La parte alta della Baja California non entusiasma nè me nè Alessandro in quanto non e´ particolarmente bella ed i numerosi ristoranti ed alberghi risultano essere quasi tutti vuoti o chiusi (che siano in crisi economica anche gli Stati Uniti?). Dopo Ensenada, grosso centro che in questo periodo e´ particolarmente animato per la Feria del Verano) ci inoltriamo verso l´interno e l´altitudine aumenta di pari passo con la temperatura (tra la costa ventilata e fresca e l´interno arido e caldo ci saranno dai 10 ai 15 gradi di differenza).
Ritorniamo sulla costa dopo circa 150 km per lasciarla subito dopo, a pochi km dalla meta di giornata. El Rosario e´ un piccolo villaggio a pochi km dalla costa a cui si arriva dopo esersi inerpicati su un passo con belle salite ed altrettante ripide discese. Il motel che troviamo potremmo definirlo carino, anzi di piu´,ed il prezzo di 15 $ a testa per una camera pressoche´ nuova e graziosa sono veramente pochi. La cena a base di mariscos (frutti di mare) subito dall´altra parte della strada, chiude la giornata.
 
19 - 07 EL ROSARIO - GUERRERO NEGRO (Km 436) PDF Stampa
Fantastico!!! Assolutamente fantastico.Non trovo davvero parole diverse per descrivere il deserto del Parque Central de Baja California che abbiamo attraversato oggi. Alle sette siamo partiti dal Motel de Turista con un buon caffe´ offerto dal gentile e bravo proprietario. Subito un paio di km di sterrato (stanno rifacendo la strada) tanto per gradire e poi su´ e giu´ per colline grigie ancora avvolte dalla nebbia mattutina. Dopo qualche km sulle aride pendici cominciano a comparire i primi bassi e timidi cactus e da adesso in avanti per quasi 300 km passeremo in mezzo alla piu´ alta concentrazione di cactus che io abbia mai visto. Su tutti spiccani i Cirios, quelli che io credevo fossero i Saguaro,la cui forma inconfodibile, simile alle dita di una mano protese verso l´alto, ha fatto da sfondo a tanti film western. Alcuni arrivano a toccare anche i 15 mt. La loro silhouette  si staglia contro un cielo assolutamente terso e le occasioni per fermarsi e scattare foto si sprecano. 
Anche il paesaggio cambia di frequnte con alti pinnacoli di roccia che lasciano il posto a canyons tagliati dalla pioggia, per poi ritrovarsi in mezzo a migliaia di massi tondeggianti che ancora spariscono d´improvviso per far posto a colline dalla cima tagliata o erosa  dall´acqua (mesas e mesetas). E non parliamo dei colori!!!
In mezzo a tutto questo c´e´ da registrare che tra El Rosario e Jesus Maria sono 320 km senza un distributore e Maurizio, la cui autonomia é di non piu´ di 250 km si trova a secco proprio in mezzo al nulla. Corriamo cosi´ circa una quarantina di km in riserva prima di trovare un meccanico che vende anche gasolina, riempiendo il serbatoio con il classico contenitore in plastica da un gallone, come fossimo in Africa o in Asia centrale!!!
Comunque tutto bene e arriviamo alla sonnolenta e polverosa Guerrero Negro (la capitale messicana delle balene, che nelle sue lagune vengono a filiare da Febbraio ad Aprile). Verso l´una, Una capatina in banca per cambiare el dinero (solo dollari pero´, di euro neanche parlarne) e poi prendiamo possesso di una "onorevole" cama al Malarrimo Hotel per la modica cifra di 500 pesos. Al ristorante incontriamo anche una famiglia di milanesi, padre madre e due bambini, che stanno girando in auto per la Baja. Si dimostrano curiosi ed invidiosi del nostro motoraid e cosi´ ci fermiamo e raccontiamo un po´ di cose.
La cena che ci concediamo al ristorante del MALARRIMO inizia con un Margarita per Alessandro e termina con una succulenta polpa di granchio blu per Maurizio; nel mezzo un buon antipasto di frutti di mare, una zuppa e della carne "Asada". 
Eh si, dura la vita del motociclista!!!
Ciao ciao.
 
20 - 07 GUERRERO NEGRO - LORETO (Km 370) PDF Stampa
370 km sono la tappa di oggi. Dobbiamo attraversare tutta la penisola, portandoci dalla costa del pacifico a quella orientale del Mar di Cortes. 
Diversamente dal solito facciamo colazione (e una ottima colazione con caffelatte, pane tostato, burro dolce e marmellata) lungo la strada, e poi iniziamo un lungo e monotono stadone che in circa 200 km ci scaraventa sulle coste di Santa Rosalia. La cittadina e' sporca,industriale, non bella ma le coste verso sud sono assolutamente bellissime,con decine di piccole spiaggette quasi deserte. La prima che abbordiamo e' a pagamento ma alla seconda Alñessandro mette il turbo e si fionda giu'; siamo a sole poche decine di metri dalla strada ma non c'e' nessuno e decidiamo di fare il bagno. Per essere precisi Alessandro fa il bagno, io metto solo i piedi a mollo, l'acqua e' 
cristallina, calda, calmissima e attorno a noi solo pesciolini e gabbiani in amore. Idilliaco !!
Ripartiamo e attraversiamo di nuovo le montagne: il caldo e' insopportabile e sudiamo tutto quello che possiamo sudare; la strada poi e' pesante da matti, con continui saliscendi e curvoni che rallentano non poco la marcia. L'arrivo alla graziosa cittadina coloniale di Loreto, l'aria condizionata della Posada San Martin e una buona doccia (alla temperatura....giusta!!!) ci rimettono in sesto velocemente. Piccolo giretto alla bella chiesa e al malecon, entrambi a pochi passi dalla posada, e siamo pronti per la cena in uno dei simpatici ristorantini della prima missione gesuita delle due Californie.
 
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